Spring Attitude Festival 2016



E’ passata poco più di una settimana dalla fine di Spring Attitude Festival e già ci manca in modo forte e inaspettato, una malinconia che rasenta il patologico.

Partiamo dal presupposto che Roma a Maggio è un qualcosa da vivere oltre che da vedere, la luce fa da padrona in ogni dove, il clima è piacevole e la natura irrompe in ogni scenario con tutta la sua bellezza.. Ci metti poi che da giovedì 19 a domenica 22 maggio andava in scena la settima edizione di SA/2016 il festival internazionale di musica elettronica e cultura contemporanea della Capitale e siamo a cavallo.

Ma procediamo con ordine:

 

Giovedì 19

Dopo un violento acquazzone che ha scosso Roma al Maxxi Museum già dalle 20 si era tutti in fila. Il tramonto dietro al Maxxi è stato generoso e ha allietato l’attesa di tutti noi.. Appena entrati l’installazione ‘Deep Dream’ del collettivo di artisti NONE ha preso forma: un tunnel rettangolare completamente formato da specchi al cui interno venivano proiettati random, grazie a un algoritmo scoperto da Google, file del database di Google Immagini accompagnati da luci e suoni.

Una performance immersiva, un bombardamento visivo e sonoro che ha permesso di cominciare a prendere confidenza con la serata che stava per iniziare.

Acid Arab, duo francese, ci fanno assaporare la loro idea di ‘Oriente’ in uno show dove ci è risultato impossibile stare fermi. Gold Panda ha ipnotizzato tutti con i suoi visual caleidoscopici e la sua musica in eterna trasformazione ma sempre apprezzata. :ABSENT, progetto tutto italiano di Ettore Bianconi fratello di Francesco frontman dei Baustelle, ci ha coinvolto nel maxxi auditorium con la sua elettronica live delicata ma incisiva e dai visual d’altri mondi. Red Axes il duo israeliano più eclettico della serata non ha smesso di stupirci con i loro eterni cambi di scena. Giorgio Gigli ft. Lord Z ci ha portato in una deriva visuale di un mondo inanimato (curato dallo studio che ha contraddistinto la grafica e i loghi di quest’anno di Spring Attitude) accompagnati dalla sua tanto apprezzata techno.

 

Venerdì 20

Tappa all’Ex Caserma Guido Reni per Outdoor Extra. La serata si divideva in ‘Main stage’, ‘Rizla stage’, ‘Magazzino Tre’ e ‘Magazzino Uno’. La scelta delle performance è stata talmente ampia e variegata che ogni volta era difficile scegliere “dove finire”. RONE fa musica oltre che con la consolle e il pc con il corpo, ti coinvolge, ritma la sua elettronica così perfettamente calibrata; alle prime note di “Bye Bye Macadam” c’è stata un’ovazione della platea difficile da dimenticare e il bagno di folla finale non se l’è fatto mancare (impazziti gli addetti alla sicurezza per questo inaspettato gesto). L’italianissimo Cosmo, di derivazione ‘Drink to me’, ci ha presentato il suo ultimo album “L’ultima festa” con una carica inaudita! Otto brani live personalissimi, uno schiaffo a chi dice che il cantautorato italiano è morto; ha da dirci e tanto il ragazzo e ci è piaciuto dalla prima all’ultima nota. Il dj set di Dj Tennis ha scandito bene la fase finale della serata con una pista che l’ha nuovamente consacrato come uno degli esponenti di spicco della scena elettronica italiana.

 

Sabato 21

E’ stata poi la volta di Spazio 900, piccola nota dolente del festival per le polemiche insorte sulla qualità dell’audio. Effettivamente il live del talentuosissimo Jacopo Incani aka IOSONOUNCANE è stato un po’ distorto da uno strumentale molto alto e da vocalizzi quasi meccanici ma penso sia sempre difficile discernere colpe in questo ambito.. Ogni cantante aveva un suo curatore di fonica e luci e penso sia ingiusto addossare la totale responsabilità ai curatori del progetto S/A piuttosto che al locale.. Può accadere, va messo in conto e IOSONOUNCANE è stato comunque fenomenale. Gli AIR, headliner di questa edizione di S/A festival, hanno richiamato sul dancefloor persone di tutte le età.. C’era da pensare: “Sto assistendo a uno spettacolo senza tempo”. Vestiti di bianco di tutto punto avevano un chè di etereo e futuristico e sulle note di “Moon Safari” ci hanno fatto sognare. Poetici e romantici al punto giusto, dall’esperienza ventennale Nicolas Godin e Jean-Benoit Dunckel sono da ascoltare lasciandosi andare. Al ‘Rizla stage’ spazio poi a Dj Paypal americano, etichetta di Flying Lotus, eccentrico, disarmante, con continue influenze hip-hop e r’n’b. Il live di Matilde Davoli è stato all’altezza delle aspettative, ha presentato live il suo ultimo ep “I’m Calling You From My Dreams”. Bienoise, infine, inglese di nome ma non di fatto, è stato sperimentazione pura passando dall’improvvisazione al jazz anni ’20; un talento ormai consolidato nel panorama italiano.

 

Una tradizione ormai questo Spring Attitude, di quelle che non vedi l’ora che arrivino e a cui ripensi con nostalgia..

Al prossimo anno.